Droghe: con la nuova legge niente carcere per il piccolo spaccio, oggi il voto di fiducia


marijuana1Cambia la legge sulla droga. Dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha cassato la Fini-Giovanardi, il governo è dovuto correre ai ripari. Non era sufficiente ripristinare la legge precedente, in quanto contraddittoria con tante altre norme approvate negli anni. Occorreva una manutenzione generale delle norme. Di qui un decreto Renzi-Lorenzin-Orlando. Ma con l’occasione si cambia filosofia: meno proibizionismo indiscriminato, più graduazione nelle sanzioni.

Il cambio di verso, però, scatena le proteste veementi di chi, nel centrodestra, negli anni scorsi ha sostenuto una posizione di proibizionismo

tout-court. Tanto che si è litigato fin quasi a far saltare tutto. Finché ieri pomeriggio il governo Renzi ha deciso che si sarebbe ricorsi al voto di fiducia. Voto in agenda oggi pomeriggio alla Camera. A creare un solco tra schieramenti torna la classica partizione tra droghe leggere (hashish e marijuana) e droghe pesanti (cocaina, eroina, ecstasy e altri prodotti di sintesi), poi annullata dalla Fini-Giovanardi.

E torna la distinzione tra spaccio lieve e spaccio grave. Quando sono piccole dosi, la cessione sarà colpita con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e una multa da mille a 15mila euro. In pratica, la riduzione della pena evita la custodia cautelare in carcere e l’arresto, facoltativo, sarà possibile solo in caso di flagranza. Spetterà al giudice graduare l’entità della pena in base alla qualità e quantità della sostanza spacciata e alle altre circostanze. Il piccolo spacciatore, poi, potrà usufruire del nuovo istituto della messa alla prova.

Restano infine le sanzioni amministrative per chi fa uso personale di droghe (sospensione della patente, del porto d’armi, del passaporto o del permesso di soggiorno), comminate dalle prefetture, ma senza automatismi. Le sanzioni amministrative avranno una durata variabile a seconda che si tratti di droghe pesanti (da 2 mesi a 1 anno) o leggere (da 1 a 3 mesi). Infine, la questione dell’uso personale: non c’è più da tempo la “modica quantità”; il giudice, oltre ad altre circostanze sospette, dovrà considerare l’eventuale superamento dei “livelli soglia” fissati dal ministero della Salute nonché le modalità di presentazione delle sostanze stupefacenti, il peso lordo complessivo, l’eventuale confezionamento frazionato.

Palazzo Montecitorio RomaEd è polemica. Secondo l’ex sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, “di questo passo importare, comprare, detenere droga non costituirà più reato. Basterà dichiarare che è uso personale. Mi sembra una norma salva-Dama bianca. Nessuno può escludere che chi verrà sorpreso con chili di cocaina, come è accaduto a Fiumicino alla signora Gagliardi, potrà affermare che sia per proprio uso personale ed essere dichiarato non punibile: ha avuto un’occasione e sì è fatta la scorta”.

Polemico anche Fabio Rampelli, vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia: “Il vecchio spinello è potenzialmente un’arma micidiale equivalente a eroina e cocaina, per la dipendenza che crea come per gli effetti che produce sulla salute”. Gli fa eco Marco Rondini, Lega: “Facendo passare una pena da sei mesi ai quattro anni, riuscite a depenalizzare quel reato. Domani nessuno spacciatore riuscirà a varcare le soglie del carcere”.

Rispondono ì relatori, Donatella Ferranti, Pd, e Pierpaolo Vargiu, Scelta civica: “No, è un testo equilibrato, concreto e pienamente in linea con le esigenze emerse dalle audizioni con associazioni ed esperti che ogni giorno vivono ì veri problemi”.

di Francesco Grignetti

La Stampa, 29 aprile 2014

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