Giustizia: manicomi giudiziari, l’orrore continua per 1.000 persone


Ospedale Psichiatrico Giudiziario 1Vogliono darcela a bere: non cesseranno di esistere nemmeno nel 2015 e i diritti umani degli internati continueranno ad essere calpestati.

Sarebbero dovuti scomparire per sempre già 3 anni fa. E invece gli ospedali psichiatrici giudiziari resteranno aperti ancora per un anno. Almeno. Fino al 31 marzo 2015, forse, in attesa che le regioni completino la “realizzazione e riconversione di strutture destinate all’accoglienza degli internati”. Un decreto del governo ha allungato l’agonia per circa 1.000 reclusi. Per l’Europa – che presto tornerà a bacchettarci – sono luoghi “inumani e degradanti”.

Ma in Italia tra una proroga e l’altra restano. Come la vergogna per il nostro paese. Le Regioni non hanno predisposto i Dipartimenti di Salute Mentale, a quanto sembra l’unica vera struttura alternativa, e così 803 uomini e 91 donne affette da disturbi mentali (che hanno commesso un reato ma sono state prosciolte perché malate di mente) restano prigioniere in quelli che al tempo venivano chiamati manicomi criminali. Che assomigliano a dei lager.

Le condizioni sono degradanti, vergognose. Imbarazzanti. E tutti lo hanno potuto vedere. Le immagini documentarie fatte girare quattro anni fa dalla Commissione Sanità del Senato rappresentano una ferita difficilmente rimarginabile. Ma evidentemente l’indignazione ha riguardato poche persone ed è durata solo per pochi attimi.

Dal presidente Giorgio Napolitano a tutti gli altri politici. Nessuno escluso ha definito queste strutture un “orrore”, indegne per un paese civile. Ma gli Opg sono ancora in vita. Proprio perché l’Italia, in quanto a giustizia, è un paese incivile. C’è una legge che risale al 15 maggio 2012. Che oltre a prevedere la chiusura dei sei centri nel Paese – Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), Napoli, Montelupo Fiorentino (Firenze), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere (Mantova) – ha stanziato 180 milioni per la costruzione delle nuove strutture. Altri 38 milioni sono arrivati poi nel 2012. E ancora: gli ultimi 55 nel 2013. Ma in questi anni cosa è stato fatto? Dove sono finiti i soldi? Perché i nuovi “organismi” ancora non sono pronti?

carcere chiave cellaQualcuno vuol darcela a bere. Perché ci sono Regioni che non hanno ancora consegnato progetti esecutivi e altre che devono ancora istituire gare d’appalto per la gestione delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), i dipartimenti che dovrebbero sostituire gli Opg. Per tutti questi motivi i cosiddetti manicomi criminali non chiuderanno probabilmente prima del 2017.

E la dignità delle persone “ristrette” seguiterà ad essere calpestata ancora per molti anni. Così come i loro diritti umani. Gli internati continueranno ad avere degradanti bagni alla turca sotto i letti, condizioni sanitarie macabre e strutture fatiscenti. Questa vergogna, senza fine, continua.

di Federico Colosimo

Giornale d’Italia, 26 aprile 2014

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