Carceri, i Radicali : chiediamo a Papa Francesco una parola a favore dell’Amnistia


Laura ArcontiSanto Padre, noi cittadine laiche credenti nella religione della libertà e del Diritto, ci rivolgiamo alla Santità Vostra unite da un comune sentimento di umanità e di rispetto dei diritti universali.

Vs Santità è di sicuro al corrente della situazione in cui versa la Giustizia italiana con particolare riguardo alle carceri. Sa che il Presidente della Repubblica lo scorso 8 ottobre ha inviato al Parlamento un solenne messaggio, suggerendo provvedimenti di indulto ed amnistia.

Grazie ad Emma Bonino Vs Santità è venuto a conoscenza della lotta nonviolenta che il leader radicale Marco Pannella sta conducendo nella sua forma più grave dello sciopero della sete, per chiedere che lo Stato italiano esca dalla criminale flagranza di reato per la quale è condannato dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo.

Flagranza riconosciuta grazie a decenni di lotta nonviolenta cui anche noi, da militanti oltre che dirigenti radicali, abbiamo dato corpo al fianco del nostro leader, unendoci nello straordinario cammino della storia radicale nel quale abbiamo appreso la forza della non violenza nel dar corpo e voce agli ultimi, ai dimenticati, perii riconoscimento dei loro diritti e della loro dignità, per la vita del diritto ed il diritto alla vita.

Pannella sta lottando contro il parere dei medici e fa del suo corpo il simbolo della fame e della sete di Giustizia, nel totale silenzio degli organi di informazione. Silenzio interrotto dalla notizia che Vs Santità ha voluto telefonargli, assicurandogli che parlerà della scandalosa situazione delle carceri per aiutarlo nella sua domanda di giustizia e clemenza: noi siamo grate dal profondo del cuore perla naturalezza del gesto di conforto e la promessa di una Sua parola.

Secondo Costituzione Stato e Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani: non saremo certo noi a chiedere alla Santità Vostra un intervento nei confronti dello Stato italiano. Tuttavia fatti storici suggeriscono di rivolgerci al Romano Pontefice chiedendogli una parola che richiami le coscienze di ciascuno in virtù dell’alto magistero spirituale della Chiesa.

Giovanni XXIII il 26.12.58 fu il primo pontefice a recarsi in visita al carcere di Regina Coeli. Giovanni Paolo II, la cui elezione nel 1978 venne salutata da Pannella con la frase “Dio ce lo ha dato guai a chi me lo tocca” e che ricevette Pannella ed Emma Bonino durante la lotta contro lo sterminio per fame, andò al Parlamento italiano nel 2002 e chiese un segno di clemenza verso i detenuti. Anche la Cei si è ufficialmente espressa per la necessità di una amnistia contro il sovraffollamento delle carceri.

Fra poche ore saranno canonizzati due Pontefici che hanno avuto a cuore i diritti umani e civili, e la protezione e la cura dei prigionieri. C’è un filo rosso che unisce la lotta nonviolenta di Pannella alla volontà di protezione e cura dei detenuti espressa da Giovanni XXIII e da Giovanni Paolo II: noi ci rivolgiamo alla Santità Vostra perché con l’augusta parola che vorrà pronunciare richiami le esortazioni dei due pontefici predecessori e le renda vive, presenti, urgenti, alle coscienze di tutti. Questa parola è “Amnistia”.

Laura Arconti  – Presidente dei Radicali Italiani

Deborah Cianfan – Direzione Nazionale Radicali Italiani

Il Tempo, 27 aprile 2014

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