Detenuto attende cure per 30 mesi, la Corte dei Diritti Umani condanna l’Italia


Corte Europea Diritti dell'UomoEnnesima condanna per l’Italia a causa delle condizioni carcerarie dei detenuti. L’ultima sentenza in ordine di tempo è di ieri – la numero 73869/10 – per la violazione dell’articolo 3 del la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu), a causa del ritardo nella prestazione di cure adeguate alla stato di salute di un carcerato. Al quale, entro tre mesi, quando la sentenza sarà definitiva se lo Stato italiano non farà ricorso, l’Italia dovrà versare 25mila euro (richiesti 10mila in più). Non è invece stato violato l’articolo 3 nella parte in cui parla di sovraffollamento.

Ecco i fatti. Il ricorrente, nato nel 1972, è attualmente detenuto nel penitenziario di Bellizzi Irpino (Avellino). Quando era recluso nel 2007 nel carcere di Larino, in Molise, aveva subito un intervento chirurgico per emorroidi e, a seguito dell’operazione e della patologia, avrebbe dovuto avere una cella singola dotata dì servizi igienici e possibilità di lavaggio quotidiano.

Era invece finito in una cella con altri sei detenuti (il governo parla di quattro) perché una volta in carcere il medico lo aveva considerato sano.

Poi, nel novembre 2009 era stato trasferito “per motivi medici” in una cella condivisa con un altro detenuto, dotata solo di servizi igienici. Nello stesso mese aveva tentato il suicidio, motivato anche da una situazione di imbarazzo per le sue condizioni di salute.

Poi nel luglio 2010 dopo un trasferimento nel carcere di Spoleto si era registrato un altro tentativo di suicidio. Per, tornare, infine, a Bellizzi Irpino. Il detenuto anni fa aveva anche chiesto, invano, la detenzione domiciliare per le sue condizioni di salute.

La Corte Edu non ha tenuto conto delle motivazioni dell’Italia e ha ritenuto che le condizioni umane di detenzione del carcerato, quando malato, non siano state garantite, condannando lo Stato italiano. In particolare perché ha impiegato più di due anni e nove mesi tra il primo tentativo di suicidio e l’inizio del ciclo di riabilitazione che poteva finalmente risolvere i problemi ricorrenti d’incontinenza (23 agosto 2012).

La situazione generale

Entro il 28 maggio l’Italia si dovrà mettere in regola con la condizione carceraria per evitare il rischio di un vero e proprio salasso, ovvero risarcimenti tra i 50 e i 100 milioni di euro l’anno ai detenuti potenzialmente vittime di una detenzione inumana e degradante.

La fama negativa dell’Italia sul fronte delle patrie galere è tale che l’Inghilterra ha bloccato l’estradizione dì un condannato, mettendoci nella lista degli “Stati canaglia” per la condizione delle carceri. A Strasburgo, sede della Corte Edu – dove il ministro della giustizia Andrea Orlando dovrebbe tornare nei prossimi giorni, sono giacenti circa 3mila ricorsi. A novembre 2013 in Italia i detenuti erano 64.564 (69mila nel 2010, prima condanna dell’Italia) mentre a fine marzo sono scesi a 60.800.

di Enrico Bronzo

Il Sole 24 Ore, 23 aprile 2014

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...