Caro Napolitano, Pannella va fatto Senatore a vita. Se non ora quando?


pannella-1-620x350Marco Pannella ha passato la nottata. Adesso lo risveglieranno gradualmente. Perché, avendogli fatto un’anestesia generale piuttosto profonda per cambiargli la valvola dell’aorta addominale che gli era già stata messa nel 1997, in una persona di quasi 84 anni, la prudenza era d’obbligo. Al suo destarsi però sarebbe veramente opportuno che il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, che al Super Marco nazionale è legato da un’amicizia profonda e da un vero e proprio “idem sentire” su giustizia e carceri, lo nominasse senatore a vita. Se non ora quando? Verrebbe da dire. Anche perché il Senato elettivo sembra avere vita relativamente breve, e in quello futuro non si è ancora capito se queste figure di grande prestigio che hanno illustrato l’Italia nel mondo, come Pannella, avranno ancora un posto e un ruolo.Ma tant’è. Questo è il momento giusto.

Anche perché per un guerriero della libertà come Pannella questo riconoscimento arriverà comunque sempre un giorno troppo tardi. Basterebbe solo fermarsi un attimo e pensare: ma l’Italia, questo paese che in pasto qualcuno definì “una entità geografica”, che repubblica sarebbe stata oggi se Marco Pannella, puta caso, fosse nato e vissuto in Francia o in Inghilterra? Forse oggi non avremmo avuto neanche il divorzio, il diritto delle donne di abortire e tante altre conquiste civili che un paese che veniva fuori dal fascismo, e che aveva trasposto pari pari la sua burocrazia nella partitocrazia allora nascente, neanche ipotizzava di potere mai avere. Marco Pannella per tutto il dopoguerra ha rappresentato quel sale e quel pepe di un piatto politico altrimenti sciapo e insipido. Un paese i cui cittadini hanno cominciato ad avere uno sviluppo della propria consapevolezza solo negli anni ’70.

Dopo essere stati poco più che sudditi per anni di un regime a doppia faccia, che era continuato fino alla caduta del muro di Berlino: un finto governo, la Dc con il pentapartito, e una finta opposizione, l’ex Pci. Inchiodati ai loro ruoli. E con tutta un’area di sottogoverno da spartire. Pannella è tuttora l’unico a credere che prima o poi anche l’Italia possa avere un bipartisimo, ed è anche uno di quelli che ha smascherato i difetti e gli imbrogli del bipolarismo degli anni ’90, ormai decaduto seguendo le sorti dei suoi profeti. Giustamente in Italia anche i nemici ideologici ed esistenziali di Pannella, lo adorano: senza di lui saremmo tutti più poveri. Culturalmente ancora prima che politicamente. E la battaglia per la giustizia giusta senza lo stimolo del gigante radicale di Teramo che fine farebbe in un paese dove tutti sono disposti a qualsiasi compromesso pur di restare attaccati alla poltrona? Per questo vorremmo tanto che Napolitano finalmente prendesse la decisione tante volte rimandata e lo nominasse senatore a vita. E per questo ci uniamo al coro di quanti scrivono l’hashtag #forzapannella.

di Dimitri Buffa – 22 aprile 2014

http://www.italia-24News.it 

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