Carceri, Zanin (PD) : Importante anche il Satyagraha dei Radicali


On. Giorgio Zanin PDI giorni della passione pasquale stimolano a sguardi di profondità e solidarietà per la condizione umana. Seguo con attenzione rinnovata le vicende legate alle carceri. Il primo pensiero va com’è logico alla situazione pordenonese e alla prospettiva della sua soluzione, finalmente ad un passo con la realizzazione del nuovo carcere provinciale.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sei mesi fa ha sollecitato in modo perentorio il Parlamento a salvaguardare i diritti umani e non sono mancati in questi mesi i percorsi per dare una risposta concreta al suo appello. E’ dello scorso due aprile infatti l’approvazione definitiva del provvedimento sulla cosiddetta “messa alla prova” con cui è stata tra l’altro conferita al Governo la delega per l’introduzione di pene detentive non carcerarie.

Con questo spirito ho tenuto in grande attenzione in queste settimane l’azione di Rita Bernardini, segretario nazionale dei Radicali italiani, che per 46 giorni ha fatto lo sciopero della fame, nel quasi assoluto silenzio dei mezzi di comunicazione, per ricordare la data del 28 maggio che la Corte Edu ha fissato per l’Italia affinché ponga fine all’infamia in corso dei trattamenti inumani e degradanti ai quali sono sottoposti i detenuti nelle nostre carceri. Insieme a lei si sono mobilitati nel digiuno oltre 1500 persone, tra i quali, come si è appreso anche dai giornali, il pordenonese Stefano Santarossa.

La campagna ha già portato un frutto di trasparenza, avendo costretto il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a fornire finalmente il dato effettivo della capienza regolamentare dei nostri 205 istituti penitenziari: non 49.000 o 50.000 come veniva costantemente riferito pubblicamente, ma 43.500 per 60.000 detenuti.

Penso che la strada avviata dal parlamento possa portare frutto senza il ricorso all’amnistia. Tuttavia da nonviolento non posso che apprezzare il metodo del Satyagraha scelto dai radicali per ingaggiare questa lotta. Esprimo grande stima per la capacità di testimonianza dimostrata da Rita Bernardini e mi propongo di invitarla per affrontare anche con lei il tema del metodo nonviolento e della sua attualità politica.

On. Giorgio ZANIN – Deputato PD

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