Giustizia: i Radicali inoltreranno al Consiglio d’Europa un nuovo “dossier carceri”


Consiglio d'EuropaSi è riunito a Roma dall’11 fino al 13 aprile 2014 il Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Nella Mozione Generale si legge il rilancio del Satyagraha “abbiamo contato gli anni, ora contiamo i giorni” iniziato il 28 febbraio scorso per sensibilizzare sui “trattamenti inumani e degradanti” nei 205 penitenziari italiani ed il ringraziamento radicale agli oltre 1.500 cittadini, in gran parte detenuti e loro familiari, che hanno animato “la lotta nonviolenta” assieme alla Segretaria di Radicali italiani. I Radicali danno mandato agli organi statutari di “inoltrare sollecitamente al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il dossier predisposto dall’avvocato radicale Deborah Cianfanelli sullo stato delle nostre carceri in vista della riunione in cui verranno valutate le misure adottate dall’Italia per corrispondere all’ingiunzione della sentenza Torreggiani”.Il Ministro Orlando, intervistato qualche giorno fa dal quotidiano L’Unità sul caso Dell’Utri, ha parlato della sua scorsa visita a Strasburgo per presentare il piano di risoluzione della questione carceraria italiana: “abbiamo messo in evidenza progressi e punti critici – ha detto il Guardasigilli. I progressi sono nei numeri: oggi circa 60mila detenuti a fronte ci circa 45mila posti disponibili. Prima di una lunga serie di interventi eravamo arrivati a circa 40mila posti a fronte di una crescita tendenziale che puntava a circa 70mila detenuti. Bene: questo trend è stato bloccato e tutti i mesi assistiamo a una piccola diminuzione”.

Lo scopo per il Ministro è quello di “ridurre ulteriormente, arrivare a una forbice di circa diecimila unità. Non è chiaramente l’ottimo ma è un obiettivo che consente di iniziare a lavorare sulla qualità della detenzione”. Orlando la settimana scorsa è stato anche a La Spezia nel corso della convention “Parole di Giustizia” ed ha riaffrontato il problema del sovraffollamento, che “va risolto – ha spiegato il Ministro Orlando – e ci stiamo lavorando, ma è il tasso di recidiva che preoccupa. In Italia è del 75%, in Francia del 25%, questo perché il detenuto italiano cade in un baratro da cui rischia di non uscire più. Sono pochi gli istituti con scuole all’interno e con possibilità di formazione e crescita, vero antidoto a una ripetizione del reato”. Il Ministro sta pensando anche ad una classificazione delle carceri.

Il piano giustizia nel timing renziano è previsto per giugno, intanto sui numeri forniti dall’amministrazione penitenziaria e dal Ministro ancora vengono avanzati dubbi da diverse associazioni. La data del 28 maggio è vicina e lo stallo parlamentare sui ddl amnistia e indulto non lascia intravedere sbocchi positivi per i provvedimenti di clemenza.

 

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