Ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dell’art. 3 della Convenzione


CEDURicorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per violazione dell’Art. 3 della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali

 “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamento inumani o degra­danti.”

Dal 1 Gennaio 2014 è cambiato il procedimento e la modulistica per presentare i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Inoltre, con l’entrata in vigore del “Decreto Carceri” è previsto il “reclamo giurisdizionale” al Magistrato di Sorveglianza ai sensi dell’art. 35 bis della Legge 26 luglio 1975, n. 354 [Articolo inserito dall’articolo 3, comma 1, lettera b), del D.L. 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 febbraio 2014 n. 10]. Diversa è pertanto la procedura per coloro che sono detenuti in carcere da quella che devono seguire gli ex detenuti.

  • Procedura per i detenuti

Non è possibile presentare il ricorso alla Corte Europea se il ricorrente non abbia prima esperito tutte le vie di ricorso interne previste dallo Stato italiano. Il Decreto Carceri, come scritto in esordio, ha previsto il “reclamo giurisdizionale”. Pertanto coloro che sono ristretti presso un Istituto Penitenziario devono presentare il modello allegato titolato “reclamo al magistrato di sorveglianza” Qualora il Magistrato di Sorveglianza dovesse accogliere il reclamo giurisdizionale, l’Amministrazione sarebbe costretta  a porre rimedio entro il termine indicato dal Giudice. In caso di mancata esecuzione del provvedimento o di sistemazione non conforme ai parametri statuiti dalla Corte Europea, può proporre ottemperanza; l’interessato o il suo difensore munito di procura speciale, possono richiedere l’ottemperanza al Magistrato di Sorveglianza che ha emesso il provvedimento’ (Art. 35 bis co. 5). Dunque, con l’entrata in vigore del decreto n. 146 del 2013 i tempi (oltre ad essere incerti) si allungano visto che la decisione del Magistrato di Sorveglianza può far scaturire la necessità dell’ottemperanza (meccanismo  teso a rendere effettiva la decisione dei reclami). Diversamente, se il Magistrato di Sorveglianza non dovesse accogliere il reclamo, avverso tale provvedimento si può proporre reclamo al Tribunale di Sorveglianza (entro 15 giorni); La decisione del Tribunale di Sorveglianza, a sua volta, è ricorribile in Cassazione (entro 15 giorni). Solo una volta esperita tutta la procedura interna senza risultati, è possibile adire alla Corte Europea utilizzando il nuovo formulario CEDU per detenuto” (seguire le istruzioni “come compilare il formulario del ricorso”) Attenzione: se si è prossimi alla scarcerazione, conviene aspettare e presentare direttamente ricorso a Strasburgo.

  • Procedura per gli ex detenuti

Gli ex detenuti possono presentare ricorso direttamente alla Corte EDU. Ricordiamo che è possibile presentarlo solo se si è stati detenuti in carcere fino ai sei mesi antecedenti alla data di presentazione del ricorso. Utilizzare il nuovo formulario CEDU per ex detenuto” (seguire le istruzioni “come compilare il formulario del ricorso”) [Il Partito Radicale e Radicali italiani, ringraziano l’Avv. Giuseppe Rossodivita e il Comitato Radicale per la Giustizia Piero Calamandrei per l’aiuto fornito per la predisposizione della documentazione]

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