Il carcere di Siano finisce nuovamente in Parlamento


carcere sianoDodici Deputati, sollecitati dal radicale Quintieri, hanno interrogato il Governo – Risponderà in Commissione Giustizia il Ministro Cancellieri. Lo scorso anno, nel mese di dicembre, le condizioni detentive del carcere di Catanzaro Siano, su sollecitazione dell’ecologista radicale calabrese Emilio Quintieri, furono oggetto di una dettagliata interrogazione parlamentare al Governo (Interrogazione nr. 4-08865 del 17/12/2012). La presentarono i Senatori della Repubblica Marco Perduca, Donatella Poretti, Salvo Fleres, Roberto Di Giovan Paolo, Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. Successivamente Ferrante unitamente a Quintieri fece anche una visita ispettiva all’interno dell’Istituto. Ma, purtroppo, a causa dello scioglimento anticipato delle Camere, non si riuscì ad ottenere alcuna risposta da parte del Governo.

Ma, nonostante ciò, la situazione è rimasta pressoché invariata. Per questo motivo, il radicale cetrarese, ha ottenuto la presentazione di una nuova interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute Annamaria Cancellieri e Beatrice Lorenzin da parte del Gruppo Parlamentare Movimento Cinque Stelle di Palazzo Montecitorio (Interrogazione nr. 5-01535 del 21/11/2013). L’atto di Sindacato Ispettivo è stato sottoscritto dagli Onorevoli Vittorio Ferraresi, Dalila Nesci, Federica Dieni, Sebastiano Barbanti, Paolo Parentela, Donatella Agostinelli, Alfonso Bonafede, Salvatore Micillo, Tancredi Turco, Giulia Sarti, Andrea Colletti e Francesca Businarolo. Questa volta, però, ed in tempi brevi, l’interrogazione avrà una risposta in Commissione Giustizia dal Guardasigilli Cancellieri. In riferimento a Siano, la deputazione pentastellata, ha denunciato il preoccupante sovraffollamento e la non rispondenza a verità dei dati diramati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Infatti, a fronte di una capienza regolamentare di 354 posti vi sono ristretti 590 detenuti, 330 dei quali appartenenti al circuito dell’Alta Sicurezza (As1, As2 e As3) perché imputati e/o condannati per gravi fatti di terrorismo e criminalità organizzata. Invece, secondo il Dap, i posti regolamentari sarebbero 617 senza che siano intervenuti mutamenti strutturali e senza che sia stato aperto il padiglione del Centro Diagnostico Terapeutico. Tale “anomalia” era stata comunque già denunciata, tempo addietro, sia da Quintieri che dai Sindacati della polizia penitenziaria. I Deputati hanno lamentato la carenza del personale di vigilanza ma anche di quello amministrativo e sanitario nonché l’insufficienza degli automezzi in dotazione al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti. Sono state evidenziate numerose criticità : l’assoluta insalubrità, anche per il personale addetto alla vigilanza, dei cortili destinati ai “passeggi” poiché esposti alle intemperie e oggetto di continui sversamenti di liquami fognari, specie in quelli destinati all’Alta Sicurezza; le numerose colonie di topi e di ratti con il rischio costante che possano diffondersi malattie infettive, anche di grave pericolosità; le docce in comune nelle sezioni detentive sono poche ed insufficienti e qualcuna, spesso, non funzionante; la pericolosità delle scale di accesso ai piani detentivi; il vitto di scarsa qualità; la mancanza di un’area verde dove poter effettuare i colloqui con i bambini; l’eccessiva umidità dei reparti e delle celle a causa della continua infiltrazione di acqua piovana; la mancanza del regolamento interno, l’assenza di mediatori culturali per gli stranieri; la mancata concessione ai detenuti indigenti di sussidi economici ed altro ancora.

E’ stato, altresì, rappresentato che la popolazione detenuta, appartenente al circuito della Media Sicurezza, ha organizzato una manifestazione di protesta pacifica consistita nel rifiuto del vitto ministeriale accompagnata dall’astensione dell’acquisto di generi alimentari e di conforto presso il Sopravvitto interno, per chiedere una ispezione da parte dell’Autorità Sanitaria competente nell’Istituto e specialmente nei locali adibiti alla preparazione del vitto. Una ulteriore questione sollevata dagli Onorevoli interroganti è stata quella relativa all’applicazione a tutte le finestre delle celle di alcune schermature metalliche a maglie strette, vietate dalla Legge, che impediscono di far entrare all’interno delle stesse luce ed aria naturale.  Infine, è stato ritenuto opportuno sottolineare che, sulla base di quanto riferito dai detenuti, la funzione svolta dai Magistrati di Sorveglianza parrebbe non riuscire nell’applicazione piena e puntuale dei compiti che la Legge penitenziaria gli affida.

Pertanto, i grillini, hanno chiesto al Governo di conoscere se e quali informazioni disponga in merito ai fatti rappresentati e se questi corrispondano al vero; quali siano i dati aggiornati del sovraffollamento della Casa Circondariale di Catanzaro facendo riferimento alla capienza regolamentare ed alle singole posizioni giuridiche dei detenuti; quanti siano i detenuti tossicodipendenti presenti all’interno dell’istituto e quanto quelli affetti da gravi disturbi mentali o altre gravi patologie di fatto incompatibili con lo stato di detenzione inframuraria ; se sia noto quanti siano i detenuti che hanno usufruito della cosiddetta Legge “Svuota Carceri” e quante siano le istanze in tal senso giacenti presso l’Ufficio di Sorveglianza competente ed allo stato non ancora evase e a cosa sia dovuto l’eventuale ritardo nel disbrigo degli atti ; se sia noto quanti siano i detenuti stranieri che abbiano formulato istanza di espulsione come misura alternativa alla detenzione e quanti di questi siano stati effettivamente espulsi ed a quanti di loro sia stata invece negata la richiesta e per quali motivi ; quale sia la cifra destinata ogni anno, negli ultimi cinque anni, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura ; quando sarà attivato il Centro Diagnostico Terapeutico e se lo stesso potrà essere effettivamente utilizzato senza l’incremento del personale di polizia penitenziaria ; per quale ragione recentemente si sia deciso di installare le vietate schermature metalliche a maglie strette davanti alle sbarre delle finestre delle celle con evidenti danni per i detenuti ; se vengano effettuate le visite da parte delle competenti Autorità Sanitarie locali e, in caso affermativo, a quando risalgano e cosa sia scritto nelle loro relazioni ; con quale frequenza i Magistrati di Sorveglianza visitino i locali ove sono ristretti i detenuti ; quale sia l’organico ed il carico di lavoro dell’Ufficio di Sorveglianza; se siano giunte al Governo segnalazioni in merito alle condizioni in cui versa l’Istituto e sulla cronica assenza di personale di polizia ; quanti detenuti abbiano presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo; se i Ministri interrogati ritengano o meno che nella Casa Circondariale di Siano vi siano state, o vi siano in corso, violazioni nei confronti dei diritti legittimi dei cittadini detenuti in contrasto con quanto previsto dalla Costituzione ed infine se non ritengano doveroso ed opportuno disporre con urgenza delle mirate visite ispettive al fin di avere un quadro più chiaro possibile della situazione esistente ed intervenire in maniera appropriata tenendo in considerazione quanto segnalato con l’atto ispettivo parlamentare.

Catanzaropost, Corriere dei Due Mari

25 Novembre 2013

Carceri, Emilio Quintieri e 12 Deputati denunciano in Parlamento le condizioni illegali dei detenuti


Carcere Siano - reparti detentiviIl grado di civiltà di un Paese si misura dallo stato delle sue carceri. Quelle italiane sono pessime e, quelle calabresi, sono ancora peggio”. Queste le parole dell’ecologista radicale Emilio Quintieri che annuncia un’Interrogazione alla Camera dei Deputati sulla situazione penitenziaria della Calabria con particolare riferimento agli Istituti di Catanzaro Siano e Paola.

Lo stesso era stato recluso in passato nell’istituto penitenziario di Paola per circa sei mesi in custodia cautela, quando era candidato con la lista “Amnistia, Giustizia e Libertà promossa da Marco Pannella ed Emma Bonino.

Gli onorevoli Vittorio Ferraresi, Dalila Nesci, Federica Dieni, Sebastiano Barbanti, Paolo Parentela, Donatella Agostinelli, Alfonso Bonafede, Salvatore Micillo, Tancredi Turco, Giulia Sarti, Andrea Colletti e Francesca Businarolo, tutti del Gruppo Parlamentare Movimento Cinque Stelle, hanno rivolto una circostanziata Interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute Annamaria Cancellieri e Beatrice Lorenzin.

I dati che riportano sono come sempre allarmanti e vergognosi per le carceri italiane: L’istituto Penitenziario tirrenico, ha una capienza regolamentare di 161 posti vi sono rinchiuse “circa 300 persone, tutti appartenenti al circuito della Media Sicurezza e molti dei detenuti sono condannati in via definitiva anche a lunghe pene detentive”.

La situazione fotografata stando alle parole dei deputati, va contro i legittimi diritti dei detenuti, dove oltre ai dati riportati sopra, pessime sono ancora le condizioni igieniche, le strutture che accolgono i detenuti, oltre all’illecita “attività di controllo notturno effettuata dalla Polizia Penitenziaria nelle celle dei detenuti, già censurata dal Magistrato di Sorveglianza di Cosenza su reclamo di Quintieri”.

I deputati del M5S chiedono al Governo se disponga dei fatti e dei numeri sopracitati. “In breve tempo, il Guardasigilli Cancellieri, per conto del Governo, fornirà la risposta in Commissione Giustizia a Montecitorio in merito a tutto quanto richiesto. Seguirà replica da parte dell’Onorevole Ferraresi anche a nome degli altri Deputati che hanno sottoscritto l’atto di Sindacato Ispettivo”, conclude Quintieri.

http://www.clandestinoweb.com, 23 Novembre 2013

http://www.clandestinoweb.com/number-news/127521-carceri-emilio-quintieri-e-12-deputati-denunciano-in-parlamento-le-condizioni-illegali-dei-detenuti/

Torna il caso del detenuto percosso nel 2011 nel carcere di Lucera


Camera dei DeputatiL’anno scorso erano stati i Senatori della Repubblica Salvo Fleres, Donatella Poretti e Marco Perduca, su sollecitazione di Emilio Quintieri, Ecologista radicale calabrese ad interrogare il Ministro della Giustizia Paola Severino mentre, questa volta, sono diciassette i Parlamentari del Movimento Cinque Stelle capeggiati dal Deputato modenese Vittorio Ferraresi, membro della Commissione Giustizia di Montecitorio ad interrogare il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri in merito al pestaggio subito dal detenuto Giuseppe Rotundo all’interno della Casa Circondariale di Lucera nel gennaio 2011 e per il quale sono stati tratti a giudizio innanzi al Tribunale di Lucera tre appartenenti alla Polizia Penitenziaria, il Sovrintendente Pasquale De Gennaro e gli Assistenti Capo Francesco Benincaso e Vincenzo Leone, tutti in servizio – all’epoca dei fatti – presso il suddetto Istituto Penitenziario. Sono tutti accusati dal Pubblico Ministero Pasquale De Luca di aver, in concorso tra di loro, maltrattato il detenuto Rotundo, affidato loro per ragioni di custodia, sottoponendolo a misure di rigore non consentite dalla Legge e cagionandogli lesioni personali.

Nello specifico i tre Agenti avrebbero dapprima portato in una cella di isolamento il Rotundo e dopo averlo costretto a spogliarsi lo avrebbero più volte percosso con pugni in faccia ed alla nuca e calci in varie parti del corpo, facendolo cadere a terra in uno stato di incoscienza, con lesioni riscontrate (ematoma avambraccio destro, emitorace sinistro con graffi, vistoso ematoma ginocchio, gamba e caviglia destra, ematoma regione periorbitale bilaterale, emorragia oculare e orbitale bilaterale, tumefazione regione frontale destra, ematoma regione mandibolare sinistra, eccetera) guaribili in 40 giorni. Sarebbero numerose le prove a sostegno dell’ipotesi accusatoria.

Tra le tante, anche le testimonianze rese durante le Indagini Preliminari da due coraggiose donne, le Dott.sse Roberta Natale e Giovanna Vinciguerra, rispettivamente Psicologa e Assistente Sociale in servizio presso la Casa Circondariale di Lucera. Inoltre, su esplicita richiesta della Procura della Repubblica di Lecce, competente in quanto il Rotundo, subito dopo il pestaggio venne trasferito nella Casa Circondariale di Foggia, vennero svolti anche degli accertamenti specialistici da parte del personale di Polizia Scientifica della Questura di Foggia che confermarono le percosse patite dal detenuto salentino. In particolare, i rilievi fotografici eseguiti sulla persona del Rotundo, evidenziarono leggere tracce di ematoma in via di dissoluzione ad entrambe le regioni periorbitali, leggere tracce di emorragia oculare destra, leggerissime tracce di emorragia oculare sinistra, residui di leggera tumefazione nella regione frontale destra, ematoma all’avambraccio destro nella regione interna ed esterna e gomito, leggera tumefazione sul dorso della mano destra, alcuni graffi all’emitorace sinistro, ematomi sul ginocchio e sulla gamba destra, ematoma sulla caviglia, sul collo del piede e nella regione plantare dorsale del piede destro e leggeri graffi alla gamba sinistra superiormente al polpaccio.

Attualmente il processo è in corso presso il Tribunale di Lucera ed oltre al detenuto Rotundo, assistito dall’Avvocato Elvia Belmonte del Foro di Lecce, si è costituita ed ammessa come parte civile anche Antigone Onlus, l’Associazione per i Diritti e le Garanzie nel Sistema Penale presieduta a livello nazionale da Patrizio Gonnella. Il Sodalizio è rappresentato e difeso dagli Avvocati Simona Filippi ed Alessandro De Federicis. Il detenuto Rotundo, comunque, essendo stato querelato dagli Agenti di Polizia Penitenziaria è stato tratto a giudizio per rispondere dei reati di resistenza e lesioni a Pubblici Ufficiali. Le Guardie Carcerarie, che si sono costituite pure parte civile nel processo, accusano il Rotundo di aver inveito contro di loro con parole offensive e minacciose e di essersi scagliato contro di loro colpendoli anche con pugni e calci e cagionandogli lesioni personali.

Gli Onorevoli Ferraresi, Businarolo, Agostinelli, Bonafede, Sarti, Tancredi, Micillo, Di Maio, Colletti, Barbanti, Nesci, Dieni, Cozzolino, Toninelli, Dadone, Fraccaro e Parentela, su sollecitazione del radicale Quintieri, nell’Interrogazione a risposta scritta nr. 4-02590 presentata mercoledì 20 novembre, durante la 122esima seduta della Camera dei Deputati, al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, hanno chiesto di sapere se e di quali informazioni disponga il Ministro in relazione ai fatti descritti nell’atto ispettivo, se intenda, appurata la fondatezza delle notizie, verificare se vi siano ulteriori precise responsabilità di singoli agenti o funzionari dell’Amministrazione penitenziaria, oltre a quelle sino ad ora rilevate dalla competente autorità giudiziaria, con particolare riferimento a coloro i quali abbiano autorizzato o tollerato la conduzione con la forza, ed il relativo eventuale pestaggio, del detenuto presso una cella di isolamento in spregio a quanto prescrive l’ordinamento vigente e, se del caso, quali provvedimenti disciplinari intenda adottare nei confronti dei responsabili; cosa il Ministro interrogato intenda fare per riportare urgentemente la popolazione detenuta ai livelli di ricettività legali e per rimuovere le strutturali non conformità alla legge della casa circondariale di Lucera, in considerazione del fatto che queste ultime possano mettere in pericolo l’incolumità personale dei detenuti e del personale penitenziario operante ed a quando risalga e cosa sia scritto nell’ultima relazione della competente azienda sanitaria locale in merito alle condizioni strutturali della casa circondariale di Lucera, anche sotto il profilo igienico-sanitario e di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Intanto, la prossima Udienza del processo che vede imputati i Poliziotti Penitenziari ed il detenuto Rotundo si terrà il 21 febbraio 2014. Emilio Quintieri, ecologista radicale calabrese, nel ringraziare la deputazione pentastellata ed in modo particolare l’Onorevole Ferraresi per la preziosa collaborazione, auspica che il processo presso il Tribunale di Lucera prosegua rapidamente e si arrivi ad accertare le responsabilità in modo che gli autori dei reati siano severamente puniti e nelle Carceri non accadano mai più questi episodi di pestaggio praticati dal personale di Polizia Penitenziaria in danno di cittadini, innocenti o colpevoli che siano, sottoposti alla loro vigilanza a custodia. Attendiamo – conclude Quintieri – di conoscere le determinazioni del Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri in ordine ai gravissimi fatti evidenziatigli con l’Interrogazione Parlamentare.

http://www.newsetvlucera.it – 22 Novembre 2013