Carceri piene di innocenti o di imputati in attesa di giudizio


Parlamento Europeo 2L’emergenza giustizia ormai ha raggiunto livelli insostenibili soprattutto per il cittadino comune. E con essa aumenta esponenzialmente l’emergenza carceri di cui in questo paese si fa un uso disinvolto e terrificante come contrappeso alle mancate riforme. Da una parte i magistrati mandano volentieri in galera chiunque incappi in un problema con la giustizia a prescindere dalla gravità del reato o del supposto reato, dall’altra la politica lascia ai magistrati (salvo poi lamentarsene con accenti di vittimismo francamente insopportabili) la totale libera iniziativa in proposito non mettendo mano alle riforme che ormai da anni vengono invocate dagli stessi politici che non le fanno.

E sapete perché non le fanno? Perché in realtà anche ai politici fa comodo questo stato di cose, se infatti la mannaia dell’azione discrezionale del giudice si può abbattere su di loro (che però hanno le spalle più larghe del cittadino comune, soldi e avvocati, e possono sempre invocare la persecuzione), essa diventa anche un’arma da rivolgere contro l’avversario politico o contro la stampa quando sia utile. Ognuno avrà osservato che nell’imminenza di appuntamenti elettorali si scatenano inchieste, iniziative legali di parte, “retate” varie spesso su denuncia più o meno esplicita di una parte politica piuttosto che di un’altra. Alla fine tutto viene adulterato, inquinato, confuso, in una guerra senza quartiere dove alla fine chi paga è solo il cittadino che si ritrova in un vortice incomprensibile di inchieste, controinchieste e simili perdendo totalmente la fiducia nella politica, nei politici e nella giustizia.

Il risultato di questa situazione non è una moralizzazione della cosa pubblica, non è una diminuzione dei reati, non è una garanzia di tutela del cittadino ma sono le carceri piene di innocenti o di imputati in attesa di giudizio, o di persone accusate di reati la cui pena potrebbe essere scontata con pene alternative, mentre i veri delinquenti (soprattutto quelli macchiatisi di reati di sangue) sono fuori e gli unici a beneficiare di incredibili sconti benefici ecc.

Gli unici che da anni si stanno occupando della questione, seppure non sempre in maniera condivisibile, sono i Radicali ai quali la politica ha lasciato totalmente l’iniziativa in proposito. Così oggi non resta che seguire almeno dal punto di vista dell’informazione, le proposte che essi propugnano nella speranza che intervenga, come abbiamo scritto qualche giorno, fa una soluzione che azzeri lo status quo e faccia partire una vera e profonda riforma che tuteli i cittadini.

Perciò riceviamo, e volentieri pubblichiamo, il comunicato che segue.

Il Gruppo Parlamentare dei Verdi al Parlamento Europeo ha inoltrato alla Commissione Europea una Interrogazione con richiesta di risposta scritta denunciando la gravissima ed intollerabile situazione in cui, ormai da troppo tempo, versano le Carceri della Repubblica Italiana.

L’atto di Sindacato Ispettivo, sollecitato dall’Ecologista Radicale Emilio Quintieri ed elaborato dallo stesso, è stato sottoscritto dai Deputati Europei dei Verdi Raul Romeva i Rueda, Rui Tavares, Eva Lichtenberger, Jean-Paul Besset, Karima Delli, Jan Philipp Albrecht e dai loro colleghi italiani Gianni Pittella e Mario Pirillo del Gruppo Parlamentare Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo ed infine dall’On. Andrea Zanoni membro del Gruppo Parlamentare Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa.

“Nelle carceri d’Italia, a fronte di una capienza regolamentare di 45.568 posti sono rinchiuse 66.271 persone detenute delle quali 24.773 straniere. Degli oltre 66.000 detenuti, 25.970 sono ancora in attesa di giudizio mentre i condannati definitivi risultano essere 38.906. Di questi detenuti 685 sono sottoposti al 41 bis, un regime detentivo speciale che gli organismi comunitari considerano, a ragione, una forma sofisticata di tortura, severamente proibita dall’Art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti Umani e dall’Art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. In Italia oggi oltre la metà delle persone recluse è sottoposto a custodia cautelare : si tratta di una delle percentuali più alte di tutta l’Europa che fotografa chiaramente un’anomalia tutta italiana per non parlare del sovraffollamento che ha raggiunto il 157% contro una media europea del 97%. Dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane sono morti già 117 detenuti dei quali ben 40 per suicidio. La Repubblica Italiana è stata già richiamata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e condannata migliaia di volte dalla Corte Europea dei Diritti Umani; attualmente sarebbero pendenti oltre 1.000 ricorsi che, probabilmente, verranno esaminati con una sentenza pilota”. Tanto premesso, i Parlamentari Europei hanno chiesto alla Commissione Europea di sapere “se non ritenga urgente agire per assicurare il rispetto uniforme dei diritti delle persone detenute e di condizioni dignitose di vita ponendo fine ai trattamenti disumani, crudeli e degradanti posti in essere in tutte le Carceri della Repubblica Italiana e se non ritenga doveroso avviare d’ufficio ai sensi dell’Art. 258 del TFUE una procedura di infrazione nei confronti della Repubblica Italiana per ripetuta violazione degli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione Europea.”

Come Gruppo Parlamentare dei Verdi al Parlamento Europeo – afferma l’Ecologista Radicale Emilio Quintieri – ci impegneremo affinché la Repubblica Italiana rispetti gli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione Europea ed esegua le sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. A nulla sono servite le condanne, i richiami ed i rimproveri fatti all’Italia in questi anni per cui riteniamo che la Commissione Europea debba ufficialmente aprire una procedura di infrazione nei confronti dello Stato membro ingiungendogli di porre fine all’indiscriminata e reiterata violazione dei diritti umani fondamentali riconosciuti dall’Unione Europea e, in caso di inottemperanza, di adire formalmente la Corte di Giustizia del Lussemburgo.

Bruxelles lì 28 Settembre 2012

Simonetta Bartolini

Totalità.it – 28 Settembre 2012

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